Una passeggiata storica per riscoprire Cava de’ Tirreni. Domenica 27 aprile alle ore 11:30 andrà in scena l’iniziativa “La Via Regia de La Cava – Conoscere la bellezza e promuovere la ricchezza ambientale e architettonica”. Si tratta di una passeggiata storico-culturale lungo il corso principale di Cava de’ Tirreni, guidata dallo storico Salvatore Milano del Centro Studi per la Storia di Cava de’ Tirreni. Il percorso prenderà il via dalla corte interna di Palazzo Palumbo (Corso Umberto I n. 293) e si snoderà fino al caratteristico Borgo Scacciaventi, coinvolgendo i partecipanti nella scoperta di storia, tradizioni, fascino e valore architettonico di questo borgo porticato unico nel suo genere. L’evento rientra nella manifestazione nazionale “Primavera nei Borghi” promossa da Archeoclub d’Italia, curata a Cava de’ Tirreni da Archeoclub La Cava in collaborazione con il Centro Studi suddetto, con l’obiettivo di far conoscere e valorizzare i tesori dei piccoli centri storici italiani. L’iniziativa locale gode inoltre del patrocinio della Regione Campania ed è parte del progetto “Giubileo for All 2025”, segno dell’importanza attribuita a questo cammino culturale e spirituale.
La Via Regia de La Cava: tra storia e tradizione
Il titolo dell’evento richiama la Via Regia de La Cava, antica strada di passaggio che attraversava la città. In epoca borbonica Cava de’ Tirreni era infatti attraversata dalla Strada Regia delle Calabrie, importante arteria viaria che collegava Napoli e Salerno e che ricalcava il tracciato dell’antica via romana Capua-Regium. Questo percorso “regio” – ossia “reale” – costituiva un collegamento strategico tra il Regno di Napoli e le province meridionali. Il tratto cavese della Strada Regia passava proprio lungo l’odierno corso porticato: nel Cinquecento il Borgo Scacciaventi fu attraversato da questa via maestra, inserendo la cittadina nei traffici commerciali e nei cammini di pellegrini e viandanti dell’epoca.
Storicamente, la crescita urbana di Cava de’ Tirreni fu strettamente legata a questa direttrice. Già sul finire del Trecento la città ottenne dal papa Bonifacio IX il titolo di Civitas (1394) e, nei decenni successivi, il fulcro amministrativo e commerciale si spostò dal primitivo abitato fortificato del Corpo di Cava (presso l’Abbazia benedettina) verso la pianura, proprio nel Borgo Scacciaventi lungo la via “regia”. Questo borgo pianeggiante divenne il nuovo cuore pulsante della vita cittadina rinascimentale, tanto da guadagnarsi il soprannome di “lo commerzio” per la fiorente attività mercantile. Le botteghe prosperavano sotto i portici e attiravano mercanti e compratori da tutto il circondario, contribuendo alla ricchezza economica locale. Non a caso, lo storico Lorenzo Giustiniani, nei primi dell’Ottocento, lodò *«la ben lunga strada, tutta porticata, e sempre ricca ed abbondante di viveri, da rassomigliarsi quasi ad una delle migliori di Napoli»*, a testimonianza di quanto vitale e rinomato fosse il corso cavese nei secoli passati.
Il fascino del borgo porticato, unico nel Sud Italia
I caratteristici portici di Cava de’ Tirreni, uno spettacolare esempio di architettura urbana medievale-rinascimentale conservatasi fino ad oggi.
Il vero protagonista della passeggiata sarà il Borgo porticato di Cava de’ Tirreni, noto anche come Borgo Scacciaventi, considerato un unicum in tutta l’Italia meridionale. Si tratta infatti dell’unico centro storico del Sud dotato di una lunga via interamente fiancheggiata da portici, caratteristica che ha valso a Cava l’appellativo di “la Bologna del Sud” per analogia con i celebri portici emiliani. Il corso porticato – oggi isola pedonale e vivace salotto cittadino – conserva intatta l’atmosfera d’altri tempi grazie alle sue architetture civili. Vi si affacciano palazzi storici quattrocenteschi e settecenteschi, con elementi di architettura barocca, “durazzesca” (tardo-gotica) e tardocatalana, segno delle diverse epoche e influenze culturali succedutesi nei secoli. Le eleganti arcate in pietra sostenute da pilastri ottagonali (tipici del gotico catalano) risalgono proprio agli inizi del Quattrocento, quando la città conobbe un periodo di crescita e rinnovamento urbano.
Questo modello urbano si sviluppò in modo organico: tra XIV e XV secolo, con il boom delle attività commerciali nella Valle Metelliana, prese piede la formula della “casa-bottega”. I mercanti e gli artigiani costruivano la propria abitazione sopra la bottega, dotando il piano terra di un portico coperto antistante, utile a esporre e proteggere le merci dalle intemperie. Col tempo, accanto alle botteghe sorsero sempre più abitazioni e residenze nobiliari, trasformando l’antico mercato all’aperto in un centro urbano compatto e caratteristico. Il portico continuo divenne così l’elemento distintivo dell’architettura locale, conferendo al corso cavese quella “perfetta regolarità” che affascinò i viaggiatori del Grand Tour. Ancora oggi passeggiare sotto queste volte significa immergersi in una scenografia urbana unica: i giochi di archi e luci, le pietre consumate dal tempo e le insegne delle botteghe storiche raccontano la lunga storia e il vivace presente di Cava de’ Tirreni.
Palazzi nobiliari e antiche corti lungo il corso
Lungo la Via Regia cavese si susseguono palazzi gentilizi di grande pregio storico-artistico, che un tempo appartennero alle famiglie più facoltose della città. Man mano che il borgo acquisiva importanza, infatti, nobili e borghesi decisero di stabilirsi qui, trasformando le proprie dimore in sontuosi palazzi affacciati sul corso. Tra questi spicca Palazzo Palumbo, punto di partenza della visita guidata: un imponente edificio seicentesco che custodisce un’ampia corte interna quadrangolare, tipica delle residenze nobiliari cavesi. Proprio in questa corte rinascimentale avrà luogo l’introduzione storica a cura di Salvatore Milano, prima di incamminarsi sotto i portici.
Proseguendo verso il Borgo Scacciaventi, si incontrano numerosi altri esempi di architettura civile di valore: portali in pietra adornati da stemmi e decorazioni, balconate in ferro battuto, finestre incorniciate da fregi barocchi. Molti palazzi presentano ancora le loro corti interne e giardini retrostanti, retaggi di un tempo in cui dietro le facciate commerciali si celava la vita privata delle famiglie aristocratiche. Questi spazi nascosti – cortili, pozzi, scalinate monumentali – costituiscono un patrimonio spesso poco visibile dall’esterno, ma di grande fascino. Ad esempio, alcuni cortili del centro storico vengono oggi valorizzati attraverso eventi culturali come concerti e mostre, proprio a sottolineare la continuità tra passato e presente nelle antiche dimore. La guida illustrerà ai partecipanti le vicende legate a tali dimore storiche, svelandone aneddoti e trasformazioni nel corso dei secoli. Ogni angolo del borgo porticato racconta qualcosa: dalle iscrizioni e lapidi commemorative sulle pareti, alle edicole votive incastonate sotto le arcate, fino ai nomi tradizionali di vicoli e piazzette adiacenti. Sarà un viaggio nel tempo attraverso l’evoluzione urbanistica e sociale di Cava de’ Tirreni, osservata direttamente “sul campo” camminando là dove generazioni di cavesi hanno camminato.
Un appuntamento da non perdere
“La Via Regia de La Cava” non sarà soltanto una lezione di storia all’aria aperta, ma anche un modo per riscoprire l’identità culturale di Cava de’ Tirreni e apprezzarne le bellezze architettoniche e ambientali. L’invito è rivolto a cittadini e visitatori di ogni età: partecipando a questa passeggiata si avrà l’opportunità di guardare con occhi nuovi il centro storico metelliano, cogliendone dettagli e storie spesso ignorati nella frenesia quotidiana. L’iniziativa si inserisce, come detto, nell’ambito di “Primavera nei Borghi”, progetto nazionale che nel weekend del 26-27 aprile 2025 anima tanti borghi d’Italia con visite guidate ed escursioni volte a valorizzarne il patrimonio. A Cava de’ Tirreni, grazie all’impegno congiunto di Archeoclub La Cava e Centro Studi per la Storia locale, questa manifestazione assume i contorni di un evento speciale, in cui storia, arte e comunità si incontrano sotto i secolari portici.
Non resta dunque che armarsi di curiosità e scarpe comode per domenica 27 aprile: il ritrovo è fissato alle 11:30 presso Palazzo Palumbo, da cui prenderà il via questo affascinante viaggio nel tempo. Sarà un’esperienza arricchente e piacevole, un’occasione per conoscere la bellezza della città e promuovere la ricchezza del suo patrimonio ambientale e architettonico – proprio come recita il titolo dell’evento.


