Martedì 6 gennaio 2026, presso il reparto di Pediatria dell’Ospedale “Santa Maria dell’Olmo” di Cava de’ Tirreni, si è svolta l’iniziativa solidale “L’Epifania di Giona”, promossa dalla Fondazione Giona in collaborazione con la Polizia di Stato. Un appuntamento carico di significato, pensato per portare un messaggio di vicinanza e speranza ai bambini ricoverati e alle loro famiglie nel giorno dell’Epifania.
Nel corso della visita, i volontari della Fondazione Giona hanno consegnato i doni della Befana ai piccoli pazienti, trasformando per qualche momento le corsie ospedaliere in uno spazio di sorrisi, leggerezza e condivisione. Un gesto semplice ma profondo, capace di alleviare il peso della degenza durante le festività e di restituire ai bambini un tempo di gioco e spensieratezza.
Accanto ai volontari, la presenza degli operatori della Polizia di Stato, in particolare del personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cava de’ Tirreni, ha contribuito a rendere l’iniziativa ancora più partecipata. La collaborazione tra istituzioni e realtà del volontariato ha rafforzato il valore simbolico dell’incontro, sottolineando l’importanza di una comunità che si stringe intorno ai più fragili.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di attenzione e cura che la Fondazione Giona porta avanti a sostegno dei bambini e delle famiglie che vivono situazioni di fragilità, con l’obiettivo di offrire non solo un dono materiale, ma soprattutto un segnale concreto di presenza e umanità. In questo contesto, l’Epifania diventa occasione per ricordare che la solidarietà può fare la differenza anche nei momenti più difficili.
Il personale sanitario del reparto ha accolto con favore la visita, alla presenza della primaria, la Passaro, ringraziando la Fondazione Giona e la Polizia di Stato per la sensibilità dimostrata. Un riconoscimento che testimonia quanto iniziative di questo tipo contribuiscano a rendere più sereno un periodo complesso per i piccoli degenti e per le loro famiglie.
“L’Epifania di Giona” si conferma così come un momento di autentica vicinanza, in cui doni, sorrisi e relazioni diventano strumenti di cura. Un gesto che ricorda come la speranza possa entrare anche in ospedale, portando con sé il valore della comunità e dell’attenzione verso l’altro.


