Gennaio 2026 – Al canile di Cava de’ Tirreni sta prendendo forma un progetto capace di unire fragilità diverse in un’esperienza di relazione profonda e autentica. Protagonisti sono i ragazzi dell’Associazione Kaliphilia, affetti da autismo, e i cagnolini ospiti della struttura, animali senza casa che attraverso questi incontri trovano una nuova forma di relazione e attenzione.
Il progetto, che proseguirà fino al mese di maggio, si fonda su un percorso di pet therapy che va oltre l’attività assistita tradizionale, trasformandosi in uno spazio di scambio emotivo e crescita reciproca. Durante gli incontri, i cani mostrano una sorprendente capacità di intuire le fragilità dei loro giovani visitatori, avvicinandosi con delicatezza, calma e rispetto. Un linguaggio silenzioso ma potente, che permette una comunicazione spontanea e priva di barriere.
A seguire i ragazzi nel percorso sono la tutor Laura Salsano e l’educatrice Debora Auriemma, che accompagnano ogni incontro favorendo un clima sereno e accogliente. Accanto a loro, i volontari del canile di Cava vivono l’esperienza con intensa partecipazione. «Loro riempiono il nostro cuore e noi doniamo loro una missione», racconta con emozione Teresa Salsano, sottolineando il valore umano di un progetto che coinvolge tutti, animali e persone.
Dal canile parlano di una vera e propria “tempesta di bellissime emozioni”, un percorso che invita a riflettere sul significato dell’incontro e sulla forza delle relazioni non verbali. I cani, spesso segnati da storie di abbandono, diventano compagni attenti e presenti; i ragazzi, attraverso il contatto con gli animali, trovano uno spazio sicuro in cui esprimersi, sperimentare fiducia e costruire legami.
Questo progetto rappresenta un esempio concreto di inclusione e cura, in cui il benessere nasce dalla relazione e dalla reciprocità. Al canile di Cava de’ Tirreni, la pet therapy si conferma così come uno strumento capace di generare valore sociale, offrendo ai giovani con autismo un’esperienza di crescita emotiva e ai cagnolini senza casa una nuova possibilità di sentirsi utili e amati. Un percorso che scalda il cuore di chi lo vive e di chi lo osserva, ricordando quanto l’incontro autentico possa trasformare le fragilità in risorse condivise.


