“Non voltarti dall’altra parte”: quando Cava de’ Tirreni sceglie di esserci

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Domenica 1 febbraio 2026 –  Lungo i portici del centro storico di Cava de’ Tirreni, la città si è fermata. Non per distrazione, ma per scelta. Non voltarti dall’altra parte non è stato solo un flashmob, ma un’esperienza collettiva che ha trasformato lo spazio urbano in un luogo di ascolto, presenza e responsabilità condivisa.

Camminando lungo il corso, si percepiva chiaramente che non si stava assistendo a uno spettacolo qualunque. I corpi, i gesti, i silenzi e i suoni diffusi in filodiffusione hanno costruito un racconto potente, capace di parlare senza bisogno di spiegazioni. In scena, l’orrore della guerra visto attraverso il gioco di un bambino: una scelta simbolica forte, che ha colpito per la sua semplicità e per l’impatto emotivo. Bambini e adulti hanno agito insieme, guidati da un ritmo lento e condiviso, dando vita a una grande azione teatrale che diceva con chiarezza sì alla pace, no alla guerra.

Essere lì significava sentire il peso e il valore della presenza. Decine e decine di persone hanno partecipato con rispetto e concentrazione, creando un clima di profonda partecipazione. Non c’erano spettatori passivi: anche chi osservava si sentiva coinvolto, chiamato a non distogliere lo sguardo. Il messaggio arrivava diretto, soprattutto pensando ai bambini, vittime innocenti di ogni conflitto.

Il flashmob è stato il risultato di un lavoro corale che ha coinvolto tante realtà del territorio. Accanto all’ideazione e alla cura artistica di Andrea Adinolfi di CasaTeatro, si è percepita la forza della rete cittadina: associazioni storiche, gruppi giovanili, realtà di volontariato, forze civiche e sportive hanno camminato insieme, dimostrando che anche piccoli gesti, se condivisi, possono generare azioni positive e lasciare un segno nei cuori delle persone.

Ciò che resta di Non voltarti dall’altra parte è la sensazione di aver vissuto qualcosa che va oltre l’evento. Un momento in cui la città ha scelto di esserci davvero, di prendere posizione, di usare il linguaggio dell’arte e del corpo per affermare un valore universale. In un tempo segnato da conflitti e immagini che rischiano di diventare rumore di fondo, Cava de’ Tirreni ha risposto con una presenza silenziosa ma fortissima, ricordando che la pace non è un concetto astratto, ma una responsabilità che si costruisce insieme.

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