Martedì 20 gennaio 2026, alle ore 18:00, il Palazzo di Città di Cava de’ Tirreni, in Piazza Abbro, ospiterà la presentazione del libro L’avvocato brigante di Annamaria Pipolo, pubblicato da Il Piroscafo Edizioni. L’incontro si inserisce nel calendario della rassegna Un libro (quasi) al giorno e nelle iniziative natalizie Il sogno e la luce, confermando il ruolo centrale della città nella promozione della lettura e della narrativa storica.
Il romanzo prende le mosse da documenti d’archivio e testimonianze familiari per ricostruire la figura di Giuseppe Tardio, pronipote dell’autrice, personaggio emblematico dell’Italia di metà Ottocento. Di origini contadine, Tardio riuscì a diventare un apprezzato “avvocato del popolo” nella sua Piaggine, nel Cilento, animato dalla speranza di un riscatto sociale negli anni di passaggio dal Regno delle Due Sicilie al Regno d’Italia. La disillusione seguita all’annessione lo portò, a rischio della propria vita, a guidare un gruppo di briganti impegnati nella difesa della causa borbonica, in un contesto segnato da profonde fratture sociali e politiche.
L’avvocato brigante offre uno sguardo narrativo intenso e equilibrato su un periodo storico complesso, spesso semplificato o rimosso. La lotta al brigantaggio emerge come una vera e propria guerra civile, attraversata da contraddizioni che parlano anche al presente. Con una scrittura limpida e un ritmo coinvolgente, il romanzo restituisce umanità e profondità a una vicenda tutt’altro che marginale, trasformando la ricerca storica in racconto capace di interrogare il lettore.
Alla presentazione interverranno il Vincenzo Servalli, Armando Lamberti e Francesco Romanelli, insieme a Emilia Di Mauro. L’incontro sarà introdotto e condotto da Franco Bruno Vitolo, che accompagnerà il pubblico nell’approfondimento dei temi storici e letterari dell’opera.
L’appuntamento del 20 gennaio rappresenta un’occasione preziosa per riscoprire una pagina complessa della storia italiana attraverso la forza del romanzo storico. A Cava de’ Tirreni, la letteratura torna a essere strumento di conoscenza, memoria e dialogo, capace di unire il piacere della lettura a una riflessione critica sul passato e sulle sue eredità nel presente.


